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Dal 05 ottobre parte finalmente la seconda serie animata di Magister Negi Magi. Per i fan di Ken Akamatsu l’attesa è terminata e Magi sensei proseguirà l'apprendistato di Thousand Master attorniato da belle fanciulle... Continuate a seguirci per avere altre notizie!

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DIZIONARIO OTAKU
Scritto da volfeed   
venerdì 30 settembre 2005
ANIME: abbreviazione del termine americano animation. Così vengono indicati tutti i cartoni animati (serie tv, lungometraggi, OAV).

OAV: Acronimo di Original Anime Video, ovvero prodotti per il mercato Home video, senza passare per la tv e cinema. In genere la grafica degli OAV è molto elevata.

MANGAKA: colui che realizza un fumetto (disegnatore e sceneggiatore, anche se la figura più diffusa è l'autore completo).

MANHWA: fumetto coreano, disegnato da autori coreani. A differenza del MANGA, si legge da sinistra verso destra come in occidente.

MANGA: termine coniato dal pittore Katsushisa Hokusai (1760-1849), usando due ideogrammi cinesi "man" immagine e "ga" movimento per definire i suoi disegni in bianco e nero.
Oggi identifica i fumetti giapponesi.

I manga si dividono a loro volta in:

SHOUJO-MANGA: per ragazze.
SHONEN-MANGA: per ragazzi.
HENTAI: erotici.
DOUJINSHI: pubblicazioni amatoriali che sviluppano soggetti e disegni originali di mangaka professionisti in storie non autorizzate.
LOLICOM: fumetti porno-soft con scolarette. Le protagoniste standard sono studentesse delle medie con corpi da donna, messi in risalto da vestiti aderenti.
Tratto KAWAII: Aggettivo che identifica il tipo di disegno e significa "carino".

OTAKU: letteralmente in giapponese significa "la tua onorevole casa", ma translato si usa per rivolgersi al proprio interlocutore in maniera formale e rispettosa (tipo il nostro LEI). Negli ultimi anni 80, veniva usato dai giovani per identificare quella parte eccentrica che ha come unico interesse i manga. Queste persone vivono il loro mondo nei manga. Non esco, non hanno vita sociale, passano il loro tempo chiusi nelle loro stanze tra gadget, pupazzetti, videocassette. Escono solo per comprare fumetti o nuovi video. Il problema è nato nel 1989 quando venne arrestato Miyazaki Tsutomu. Aveva ucciso 4 studentesse, facevano parte della sua vita a fumetti.... La sua camera era colma di shojo-manga e lolicom.

WAPANESE: sono otaku occidentali e si comportano come se fossero giapponesi (parlano o imparano il giapponese, collezionano katana, fanno arti marziali.... credono che la cultura giapponese sia superiore a tutte). Trascorrono anche alcuni giorni, senza mangiare e dormire, concentrati su riviste o videocassette. Il termine deriva da Western Japanese.

Nei manga spesso trovate nomi seguiti da suffissi tipo: chan, san, kun......

RIN= viene usato dai bambini tra di loro
CHAN= si usa fra amici o fidanzati, o comunque quando c'è molta confidenza.
KUN= si usa come forma di rispetto.
SAN= onorevole
SAMA= "signore" più onorifico di san, per persone molto importanti.
SENSEI= maestro.
SENPAI= compagno di scuola o collega di lavoro più anziano.
KOHAI= compagno di scuola o collega di lavoro più giovane.

Altri significati su “personaggi” ed usanze giapponesi:

DAIMYO: feudatario, padrone di tutta la provincia.

SAMURAI: guerriero, soldato, appartenente alla casta dei guerrieri.

RONIN: soldati contadini e samurai senza terra e padrone, che per il disonore o la morte del padrone, sono costretti a vagabondare in cerca di un altro signore.

SEPPUKU: (HARA-KIRI) suicidio rituale per lo sventramento, unico modo di espiare una colpa, riservato solo alla casta del samurai. Le donne potevano solo tagliarsi la gola. A questo proposito, se vi piace leggere libri, vi consiglio SHOGUN di James Clavell

AINU: Gli ainu sono gli eredi di un'antica razza, originaria della Cina, che un tempo abitava le regioni settentrionali del Giappone. Di natura rozza e burbera, gli ainu erano soprannominati "uomini di poche parole”.

ASHURA: In giapponese questa parola significa "demone". Spesso se ne fa uso nei cartoni animati e nei manga per identificare i nemici che gli eroi devono sconfiggere.. "Fantasmi di Guererrieri"

ESP: Acronimo di Extra Sensorial Perception, con cui si indica la percezione extra-sensoriale, ovvero la percezione raggiunta, in particolari circostanze, da individui psichicamente dotati, senza la mediazione dei normali sensi.

HOKUTO: Questa parola, che in giapponese indica la costellazione dell'Orsa Maggiore, è molto conosciuta da tutti i fan dell'animazione e dei fumetti in quanto legata a alcune tra le più famose serie della produzione nipponica

CYBERPUNK: Recente branca della fantascienza, legata ai progressi dell'informatica, che trasferisce la realtà in mondi virtuali e ipertecnologici, realizzati con l'ausilio di potenti computer, abitati da cyborg, androidi e replicanti

KABUKI: Genere di teatro giapponese in cui il dialogo degli attori si alterna con parti salmodiate o cantate e con intermezzi danzati. Nell'antichità le prime rappre-sentazioni all'aperto avevano una componente sacrale. Ancora oggi nel kabuki le parti femminili sono interpretate da uomini.

KAIJU EIGA: Film che s'ispirano al leggendario King Kong di E. Schoedsack del 1933 e in cui compaiono mostri giganteschi che lasciano trasparire la paura e l'orrore dell'unico popolo che ha sperimentato direttamente la devastazione nucleare

ANIME COMICS: Sono pubblicazioni realizzate impaginando come un fumetto i fotogrammi di un cartone animato. Vengono poi aggiunti i balloons (le nuvolette del parlato) con i dialoghi e le espressioni onomatopeiche.

ANIPARO: Versione parodistica di un cartone animato famoso. Gli anime di questo genere ripropongono gli stessi protagonisti del cartone originario, ma in versione "baby" o deformed.

BISHOJO: Questo termine giapponese compare nei titoli di molti anime per ragazze. La traduzione della parola si avvicina al nostro "ragazza graziosa, carina"; viene utilizzato per sottolineare il carattere sentimentale di un cartone.

BISHONEN: In giapponese, significa "bel ragazzino". Per estensione, indica tutti i manga che hanno un bel ragazzino come personaggio principale. All'incirca, indica i personaggi maschili tra i 12 e i 16 anni, ossia dopo la pubertà e prima che i lineamenti si facciano marcatamente maschili.

BISHENIN: In giapponese, significa "bel ragazzo". Per estensione, indica tutti i manga che hanno un bel giovane uomo come personaggio principale.

CELL: Le cell, chiamate anche rodovetri, trasparenti, lucidi o rodoid, sono fogli di acetato su cui vengono disegnate le immagini dei cartoni animati. L'illusione del movimento si ottiene mettendo in sequenza disegni che variano impercet-tibilmente tra loro. I fogli sono trasparenti perché vengono sovrapposti a uno sfondo fisso.

CHARACTER DESIGN: Con questo termine si indica lo "stile" con il quale il disegnatore realizza i per-sonaggi di un cartone animato. Il disegnatore che svolge questo compito si chiama character designer.

CROSS-OVER: Letteralmente significa "attraversamento", "incrocio". E' quanto accade quando un personaggio di una serie appare in un'altra serie. Così per esempio Lady Oscar incontra Lupin III nel noto episodio "Folle amore a Versailles".

DAITOSEIKIKI: Ciclopica narrazione che raccoglie moltissime leggende giapponesi. Il titolo significa "Viaggio verso occidente" e cita tra le tante anche la novella dello "Scimmiotto di pietra", ovvero Goku, il protagonista della serie Dragon Ball..

JUNE: Genere di manga a sfondo erotico gay, con scene di sesso esplicito. Non molto popolari in occidente.

PWP: E' l'acronimo inglese per "Plot, what plot?" ossia "senza storia". Definisce tutti quei porno-manga dove le scene di sesso esplicito la fanno da padrone a discapito di un intreccio vero e proprio.

SHOJO AI: Come gli Shonen Ai, ma con storie d'amore saffiche.

SHONEN AI: (si trova anche scritto Shounen-ai): Shonen significa "ragazzino" e "ai" in questo caso significa "amore". Una traduzione possibile potrebbe essere "amore tra ragazzini". Il termine è usato per descrivere un genere di manga con storie di romanticismo omosessuale. Per estensione, comprende anche gli anime e gli Oav. Gli shonen-ai di solito non presentano scene di sesso, o comunque se ve ne sono rivestono un ruolo secondario nello sviluppo della storia e tendono a non risultare mai volgari. Disegnati da autrici e rivolti a un pubblico di ragazzine adolescenti.

SLASH: L'equivalente americano (occidentale?) degli Yaoi, prodotto e indirizzato eminentemente da donne per donne. Comprende storie di lesbismo ed è di solito più esplicito di uno Yaoi. I soliti occidentali...

ONICHAN: fratello maggiore.
ONECHAN: sorella maggiore.


Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 agosto 2006 )
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